Workshop “Raccontare il dialogo”, seminario Epale La Spezia, 14 – 16 settembre 2017


Sabato 16 Settembre, ho avuto il piacere di condurre un micro laboratorio autobiografico su “Racconta il dialogo”, all’interno del seminario EPALE “La formazione accogliente: condivisione di pratiche e scenari di collaborazione La Spezia, 14 – 16 settembre 2017”.

Per chi non conoscesse Epale, si tratta del nuovo portale creato dalla Commissione Europea, dedicato all’apprendimento degli adulti: Electronic Platform for Adult Learning in Europe (http://ec.europa.eu/epale/it). Io faccio parte dei cosiddetti “ambasciatori Epale”, un gruppo di esperti nel campo dell’educazione degli adulti, che promuovono il portale e le attività ad esso legate in maniera volontaria.

L’agenzia italiana di Epale, gestita da INDIRE, organizza infatti durante l’anno diversi seminari tematici, che sono diventati sempre più degli appuntamenti importanti e significativi, dove insegnanti, organizzatori, esperti, di vari ambiti dell’educazione degli adulti si incontrano per condividere pratiche e approfondire aspetti del lavoro educativo cruciali per la società italiana ed europea. Questi seminari, come dicevo, sono diventati sempre più momenti importanti, in quanto permettono l’incontro tra persone che operano nell’educazione degli adulti di diverse regioni e diversi ambiti (scuola, educazione non formale, formazione professionale); occasioni quindi rare e preziose.

Il concorso “Racconta il dialogo”, fa parte del progetto Europe for Citizen “Lampedusa Berlino diario di viaggio”, coordinato dalla fondazione ForTeS di Siena. Attraverso questa attività vogliamo  raccogliere narrazioni relative al tema del dialogo interculturale in Europa.

Questa tematica potrebbe sembrare lontana dall’esperienza quotidiana di ognuno, ma invece non è così. Pensiamo ad esempio, a quel tipo di esperienze quali:

  • esperienze personali, legate al tema del’incontro con l’ “altro”;

  • esperienze legate al tema del razzismo e della xenofobia, e al valore del dialogo interculturale in genere;

  • esperienze che hanno portato al’incontro, al superamento delle barriere, o che hanno evidenziato una difficoltà, il bisogno e la difficoltà di creare un dialogo;

  • esperienze personali di eventi storici rilevanti rispetto al tema del dialogo interculturale.

Oltre a queste, ci sono naturalmente:

  • progetti educativi volti a combattere il razzismo e la xenofobia;

  • azioni e campagne sociali promosse da attivisti, migranti e cittadini in generale, con l’obiettivo di favorire la conoscenza reciproca e la cooperazione tra persone di culture diverse.

Importante sottolineare altri due aspetti:

– in primo luogo,  il concorso non si riferisce solo ad esperienze ed episodi relativi alla cosiddetta “crisi migratoria” che interessa l’Europa negli ultimi anni; ciò che sosteniamo, è che la tematica del dialogo interculturale attraversi l’intera storia europea, come suo elemento costitutivo; pensiamo ad esempio, in riferimento alla storia recente, al crollo della cortina di ferro, e agli anni in cui l’incontro tra europei dell’est e dell’ovest è stata la tematica quotidiana con la quale i governi e gli abitanti europei tutti si sono dovuti cimentare; pensiamo alla crisi della ex Jugoslavia, che ha portato profughi in molti paesi europei; pensiamo alle migrazioni interne che hanno interessato i singoli paesi europei e l’Europa intera dal dopoguerra in poi, e che hanno portato milioni di persone con lingua e culture diverse ad incontrarsi e convivere, spesso non senza difficoltà. E in fondo, la tematica dell’incontro interculturale, e della necessità del dialogo tra le differenze, è sicuramente parte costitutiva della storia dell’umanità intera.

– Ai fini del concorso poi, è importante sottolineare altre caratteristiche che possono avere le storie che parteciperanno al concorso:

  • le storie possono essere realizzate da individui, gruppi informali, comunità, organizzazioni;

  • possono essere esperienze di successo o esperienze che non hanno avuto l’esito desiderato, ma da cui, tuttavia, si è imparato qualcosa di importante;

  • esperienze cercate, organizzate, o esperienze inattese.

Il concorso è aperto a vari tipi di narrazioni:

  • Autobiografia o biografia: una narrazione autobiografica che racconta ciò che hai sperimentato direttamente in prima persona, o una narrazione biografica, se stai raccogliendo esperienze di altre persone

  • Fotonarrazione (testo e immagini): una narrazione composta da immagini accompagnate da testi. Può essere una narrazione autobiografica che racconta ciò che hai sperimentato direttamente in prima persona, o una narrazione biografica, se stai raccogliendo esperienze di altre persone.

  • Video: puoi raccontare la storia attraverso diverse modalità di video narrazione, come documentari, interviste video, narrazione digitale o qualsiasi altra forma creativa.

  • Fumetti: raccontare un’esperienza vissuta del dialogo interculturale attraverso il fumetto.

La scadenza del concorso è il 20 Novembre. Sarà possibile inviare le storie secondo due modalità:  attraverso il sito del progetto, www.lampedusaberlin.eu; il sito infatti è pensato per poter caricare le storie autonomamente, e renderle disponibili a chi voglia leggerle o consultarle, attraverso la creazione di un archivio digitale destinato a restare disponibile anche dopo la fine del progetto; via e-mail, secondo le istruzioni fornite nel sito stesso.

Le storie vincitrici saranno scelte secondo due livelli di selezione: il primo sarà a livello nazionale, da cui scaturiranno alcune opere “finaliste”; il secondo livello avverrà a livello europeo.

I vincitori saranno invitati a partecipare all’evento finale del progetto che si svolgerà a Strasburgo.

Dobbiamo comunque non dimenticare che il concorso è solo un pretesto per spingere quante più persone a scrivere e raccontare, e così a condividere le proprie esperienze legate al tema del dialogo interculturale in Europa.

Annunci