Touching education.


Nel mese di giugno 2015 ho avuto occasione di sperimentare una visita guidata ai musei Vaticani con un accompagnamento speciale per persone non vedenti o ipovedenti. È stata un’esperienza straordinaria, che cercherò di raccontare in questo articolo.

Ma intanto due parole sul perché, quella calda mattina di giugno, un gruppo di persone di quattro paesi europei, con diversi partecipanti non vedenti e ipovedenti, si presentava alla porta dei musei Vaticani.

L’occasione è il progetto Adult Education for Blind and Visually Impared People, un LLP Grundtig Learning Partnerhip, ossia un tipo di progetto del passato programma di apprendimento permanente, che prendeva il nome da un famoso pedagogista danese (Grundtvig) e che aveva lo scopo di far incontrare persone e organizzazioni in Europa, per imparare reciprocamente scambiando esperienze e conoscenze.  Il progetto è partito dall’ANPVI, Associazione Nazionale Privi di Vista e Ipovedenti, e coinvolgeva Lettonia, Polonia, Spagna, Repubblica Ceca. L’obiettivo era quello di esplorare le modalità di realizzare attività educative per persone con disabilità visiva in contesti non formali e informali. E tra queste, ovviamente, la fruizione del patrimonio artistico è una grande opportunità di apprendimento. Ecco perché quel giorno di Giugno ci trovavamo ai musei Vaticani, su iniziativa del presidente dell’ANPVI.

La visita era stata organizzata dallo staff dei Musei Vaticani che si occupa dei percorsi speciali, tra cui il percorso plurisensoriale. Tre guide erano a nostra disposizione, in modo da avere un gruppo in lingua italiana, un gruppo in lingua spagnola, e un gruppo in lingua inglese. Per i partecipanti non vedenti e i loro accompagnatori la visita era gratuita. Insomma, sin dall’inizio l’impatto fu molto positivo (un ringraziamento è dovuto alla coordinatrice, la dott.ssa Salandri); e il seguito non fu da meno, anzi si è rivelata un’esperienza indimenticabile…

Io ero nel gruppo italiano condotto da una guida straordinaria (permettetemi, anche qui, un ringraziamento a Francesca Fiorucci, la nostra magnifica guida). La visita si svolge in un percorso nel quale i non vedenti possono avere un’esperienza tattile di alcune statue, o esplorare altre opere, come gli affreschi della Cappella Sistina, attraverso mappe tattili, in un percorso a tappe in cui sostare e ascoltare le storie di queste opere. In diversi momenti, per far meglio comprendere una statua, la guida proponeva ai partecipante di assumerne la postura, aiutandolo così ad immaginare l’opera partendo dalla propria sensazione corporea; a volte la fruizione di queste opere può comprendere la musica, il gusto..insomma nei percorsi plurisensoriali l’esperienza avviene – appunto – attraverso tutti i sensi.

I partecipanti hanno, così, sperimentato la postura sbilanciata del satiro, sorpreso da Atena mentre cerca di rubare il flauto della Dea, sentendo sotto le dita l’espressione di paura scolpita nella pietra, come un monito per chi non riconosceva il potere di Atene, ma forse anche un monito per ogni superbia umana; per ricordare che siamo parte di un tutto  che è più grande di noi, più potente delle nostre pretesi di dominio, e che non possiamo controllare.

Attraverso i disegni a rilievo della volta della Cappella Sistina, i partecipanti potevano immaginare il tocco di Dio che instilla il soffio vitale in Adamo, come simbolo del fatto che senza lo spirito vitale, comunque vogliamo chiamarlo, siamo privi di qualcosa di fondamentale per l’umano….

Abbiamo toccato la copia in bronzo della madonna di Bruges, di Michelangelo, un’opera arrivata da pochi giorni ai Musei Vaticani, un pezzo raro, ce sono solo tre nel mondo. A noi è andato in sorte l’onore inatteso di essere i primi a visitarla.

La guida accompagnava le mani dei partecipanti non vedenti nella conoscenza della statua. La madonna è con il bambinello divino, già un po’ cresciuto, che da un lato sembra come staccarsi da lei, dall’altro lato rimane aggrappato al mantello della mamma. Mentre Francesca fa sentire ai partecipanti non vedenti questo particolare della statua, spiega che è come se Gesù bambino fosse diviso tra la consapevolezza di essere nato per donarsi al mondo e la paura di ciò che lo attende…  Ascoltare queste parole e trovarsi al cospetto di quest’opera, è stata una delle emozioni più forti di quella mattina.

 

Ecco, ho provato a raccontarvi alcuni dei momenti di questa fantastica esperienza, che ha coinvolto non solo i partecipanti non vedenti, ma tutti noi, che abbiamo avuto l’opportunità di essere toccati del significato profondo di quelle opere d’arte. Voi direte che è ciò che accade di solito quando qualcuno ci spiega un quadro o una scultura, ma c’è una differenza. Perché in quel momento, mentre Salvatore toccava la statua della madonna col bambino, era come se anche noi la stessimo toccando, osservando dei particolari che spesso sfuggono all’attenzione; e grazie alla nostra guida che nel frattempo svelava il significato profondo di quell’opera,  era la nostra anima ad essere toccata, a sua volta.

Questo episodio è anche un esempio di ciò che è accaduto in due anni di progetto, che ci ha visto visitare le organizzazioni partner, e conoscere in che modo, in ognuno di questi paesi, è organizzata l’educazione degli adulti per le persone non vedenti e ipovedenti, soprattutto in riferimento all’ambito non formale. Come potete immaginare dopo due anni sono tante le immagini e le emozioni, che ci portiamo dentro e che abbiamo cercato di raccontare attraverso i prodotti del progetto.

Personalmente sono stato molto colpito da questo progetto, nonostante i miei vent’anni di esperienza nell’educazione degli adulti, e credo cha sia una ulteriore conferma che sia possibile vivere esperienze educative in maniera impensata, oltre ogni differenza, anzi, grazie proprio alle differenze. E che proprio dalle situazioni dove sembrerebbe più difficile realizzare attività educative, poi imparare maggiormente, e ritrovarti ad essere parte di un’esperienza capace realmente di toccare corde profonde della persona. Una possibilità che nell’epoca del touch, dove sembra che tutto sia disponibile, non è affatto scontata.

Le possibilità dell’educazione degli adulti ci stupiscono quindi continuamente, e  l’esperienza di una visita plurisensoriale, come sforzo creativo di far percepire la bellezza e il senso dell’arte a persone con disabilità visiva, si dimostra una risorsa preziosa per aiutare anche altri a superare quella incapacità di vedere che viene, al contrario, da un eccesso di immagini. Un contributo felice ed efficace verso una touching education.

 

Andrea Ciantar

andrea.ciantar@gmail.com

 

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Foto 1 e 2: la guida, Francesca Fiorucci, accompagna partecipanti non vedenti, e in particolare Roberto Kevin, Presidente di Anpvi, e Salvatore Feo, Vicepresidente,  nella conoscenza di un opera del percorso plurisensoriale dei Musei Vaticani.

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Foto 3: disegni a rilievo di riquadri della volta della Cappella Sistina.

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Foto 4 e 5: la copia in bronzo della  Madonna di Bruges.

 

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